FAQ

Cosa fare in caso di sinistri con feriti?

Il Codice stabilisce che “l’utente della strada” (quindi non solo il conducente di un veicolo, ma anche un pedone, ad esempio), in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, ha l’obbligo di fermarsi e di prestare l’assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subito danno alla persona.

Prestare assistenza non vuol dire tentare di curare il ferito, anzi, se chi ha causato il danno non ha competenze mediche, non deve muovere il ferito e tentare di curarlo, soprattutto se il ferito non è cosciente. È sufficiente chiamare un’ambulanza (comporre il numero 118) per assolvere l’obbligo di prestare soccorso imposto dal Codice della Strada.


Cosa fanno le forze di Polizia quando intervengono?

Le attività principali compiute dalle autorità di polizia che intervengono sul luogo dell’incidente sono:

  • provvedere al soccorso dei feriti;
  • operare per agevolare lo svolgimento del traffico, sino a che i mezzi coinvolti non siano stati rimossi dalla strada;
  • coordinare il ripristino della viabilità;
  • attuare gli accertamenti sulle persone e sui veicoli coinvolti, sulle lesioni e sui danni che l’incidente ha causato, sulle condizioni della strada, del tempo e del traffico, e su tutti gli altri elementi utili a ricostruire la presumibile dinamica dell’incidente;
  • contestare al trasgressore le eventuali violazioni di norme del Codice della Strada;
  • disporre il sequestro dei mezzi coinvolti per successivi accertamenti;
  • chiedere l’esecuzione di accertamenti sanitari se vi è il sospetto che uno dei conducenti guidasse in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti;
  • compiere rilievi planimetrici e fotografici.

Cosa succede se dall’incidente derivano lesioni gravi?

La nuova fattispecie contenuta nell’art. 590-bis comma 1 c.p., introdotto dalla legge n. 41/2016, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 24 marzo 2016, sanziona con la pena della reclusione chiunque cagioni per colpa ad altri una lesione personale grave o gravissima con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale.


Cosa si intende per lesione grave  e gravissima?

Sono previste dall’art. 583 c.p. e riportate di seguito; la lesione personale è grave e si applica la reclusione da tre a sette anni:

1) se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni;

2) se il fatto produce l’indebolimento permanente di un senso o di un organo;

[3) se la persona offesa è una donna incinta e dal fatto deriva l’acceleramento del parto]. (1)

La lesione personale è gravissima, e si applica la reclusione da sei a dodici anni, se dal fatto deriva:

1) una malattia certamente o probabilmente insanabile;

2) la perdita di un senso;

3) la perdita di una arto, o una mutilazione che renda l’arto inservibile, ovvero la perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave difficoltà della favella;

4) la deformazione, ovvero lo sfregio permanente del viso;

[5) l’aborto della persona offesa].

dunque, nel caso più frequente, se si tratta di lesioni che non hanno comportato un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore a 40 giorni, resteranno punite dall’art. 590 comma 1 c.p., come già avveniva in precedenza.


Che differenza c’è tra inabilità temporanea ed invalidità permanente?

L’inabilità temporanea è rappresentata dalla durata della malattia, cioè dal tempo necessario per guarire dalle lesioni riportate a seguito del sinistro e riprendere l’attività ordinaria.
Durante tale arco di tempo, il danneggiato ha diritto ad essere risarcito sia del danno per lucro cessante che del danno biologico.

L’invalidità permanente è costituita invece dalla diminuzione della capacità fisica valutata in punti percentuali da un medico legale. Essa viene sempre risarcita come danno biologico, e liquidata altresì quale danno specifico lavorativo qualora la lesione abbia diminuito le peculiari capacità lavorative del soggetto, riducendone conseguente-mente il reddito.

Che cos’è il Fondo di Garanzia per le vittime della strada?

Il Fondo di garanzia per le vittime della strada è stato istituito in forza delle norme di cui agli artt. 19 e seguenti della L. 990/69.

Il Fondo Vittime della Strada è un istituto finalizzato a garantire i principi di sicurezza e solidarietà sociale su cui si basa la legge n. 990 del 1969, nonché il principio dell’obbligatorietà dell’assicurazione sulla responsabilità civile.

In base all’art. 19 della L. 990/69, il Fondo provvede al risarcimento dei danni provocati dalla circolazione di veicoli o natanti non identificati, o che siano sprovvisti di copertura assicurativa, o risultino assicurati presso imprese cadute in dissesto finanziario, che si trovino cioè in stato di liquidazione coatta o vi vengano poste successivamente.

In assenza della copertura assicurativa del veicolo, seconda ipotesi prevista dall’art. 19 della L. 990/69, il Fondo risarcisce i danni alla persona e quelli alle cose il cui ammontare sia superiore al controvalore in lire di 500 ECU, nonché per la parte eccedente tale ammontare.

Nella terza ipotesi, ove cioè l’impresa assicuratrice si trovi in liquidazione coatta, il risarcimento è dovuto per i danni alla persona ed alle cose.

L’obbligazione cui è tenuto il Fondo di garanzia ha natura risarcitoria: essa si sostituisce pertanto a quella del soggetto responsabile del danno, non sussistendo rapporto alcuno di solidarietà passiva tra Fondo e responsabile del sinistro.

L’attività esterna del Fondo di garanzia è svolta da alcune imprese di assicurazione, con competenza territoriale riferita al luogo di accadimento del sinistro, designate con decreto del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale, e alle quali è affidato l’incarico di provvedere alla liquidazione dei danni ed al pagamento dei relativi importi in favore degli aventi diritto.

L’impresa designata, per regione o gruppo di regioni, eseguito il pagamento, ottiene il rimborso dal Fondo delle somme versate.


Che cos’è il CID?

Il CID è il modello di constatazione amichevole di incidente previsto dalla Convenzione per l’indennizzo diretto, che viene redatto e sottoscritto congiuntamente dai conducenti dei due veicoli coinvolti e con il quale costoro rinunciano alla procedura di liquidazione prevista dall’art. 3 della L. 39/77.

La Convenzione per l’indennizzo diretto, che è applicabile ove il sinistro avvenga con danno ai soli veicoli, ha come scopo fondamentale quello di accelerare la liquidazione dei sinistri con danni a cose causati da collisione tra due veicoli a motore, agevolando il conseguimento del relativo risarcimento da parte del danneggiato che sia in tutto o in parte incolpevole.

Il principio della Convenzione è rappresentato dall’obbligo che ogni impresa partecipante assume di provvedere, in tempi rigorosamente predeterminati, al risarcimento dei danni subiti da un proprio assicurato per la responsabilità civile auto, in conseguenza di un sinistro che sia imputabile, in tutto o in parte, ad un soggetto assicurato per lo stesso rischio presso altra impresa partecipante.

Ciascuna impresa che aderisca alla Convenzione agisce come mandataria di ogni altra, versando ai propri assicurati il risarcimento dovuto in nome e per conto dell’impresa assicuratrice del responsabile, che resta obbligata al rimborso della somma erogata.

Ai fini dell’applicazione della procedura prevista dalla Convenzione, presupposto necessario è che si tratti di sinistro da circolazione stradale dovuto a collisione di non più di due veicoli a motore, entrambi identificati, soggetti all’obbligo dell’assicurazione della responsabilità civile ai sensi della L. 990/69 e successive modifiche, assicurati presso una delle imprese partecipanti al consorzio, esclusi i ciclomotori e le macchine agricole.